Dov’è la strada per tornare? Pt. 1

Sono i giorni senza destinazione e senza movimento. Dov’è la strada per tornare?

Su ispirazione della docente di lettere, dopo aver ascoltato la canzone di Niccolò Fabi un gruppo di studentesse e studenti ha condiviso queste riflessioni in immagini e parole sui giorni dello smarrimento.

Zoe, 16 anni






I MIEI GIORNI DELLO SMARRIMENTO
Questo periodo di quarantena si può considerare come un momento di
smarrimento.
Sono dell’idea che queste settimane che stiamo passando e che passeremo a casa
saranno significative per tutti noi, sia a livello mentale che a livello fisico.
In questo momento siamo tutti nella stessa situazione e ci ritroviamo a fare, in
un modo o nell’altro, tutti le stesse cose: c’è chi legge, chi scrive, chi passa le
sue giornate sul divano a guardare film e a chiacchierare con la famiglia, chi
invece le passa davanti a un computer con la sua serie preferita, c’è chi
chiacchiera costantemente con gli amici, quegli amici con cui passava le
giornate a scuola, a lavoro o semplicemente davanti a un caffè e a un cornetto.
In questo momento il nostro umore e il nostro stato d’animo sono messi sotto
sopra, si passa dal pianto alle risate con un battito di ciglia.
Ognuno di noi si sta soffermando su qualcosa di preciso: io penso, penso tanto.
Mi soffermo spesso su di me, su come sono, su chi ho intorno, su come ho
vissuto i miei ultimi mesi e i miei ultimi anni, sulle nuove amicizie e su quelle
che durano da anni, sui nuovi amori e sui ricongiungimenti con determinate
persone.
Non so quanto tutto questo mi stia facendo bene, di certo ho avuto chiarimenti e
mi sono accorta anche di cose spiacevoli: da un lato la quarantena mi ha aiutata,
mi sta insegnando a chiarire le cose in modo breve e diretto, soprattutto con le
persone a cui tengo.
Il lato negativo potrebbe essere il turbinìo dei pensieri che portano a paranoie, a
insicurezze e a dubbi attualmente difficili da chiarire faccia a faccia con i diretti
interessati, la verità al momento sembra difficile da scoprire.
Sono convinta e consapevole che al termine di tutto questo sapremo riconoscere
davvero chi sono le persone importanti per noi, sono sicura che saremo riusciti
a rafforzare tante amicizie e relazioni.
Alla fine di questo brutto periodo non si dovrà ripartire, bensì ricominciare.
Ricominciare non significa eliminare e cancellare dalla nostra mente tutto ciò
che c’era prima di quel 10 marzo; ma vuol dire vedere e accorgersi
dell’importanza di tutte quelle cose che in questo momento ci mancano.
Ricominciare vuol dire quindi provare a vedere le cose da un altro punto di
vista, osservare il loro valore.
Saremo in grado di trovare la bellezza nelle piccole cose, in tutti quei
piccolissimi particolari ai quali prima non davamo rilievo.
Questa quarantena può essere anche vista come un’opportunità non solo come
una nemica. Opportunità di cosa?
La possibilità di tornare più forti di prima, di rivedersi e riabbracciarsi, di
andare nei posti tanto amati e osservarli da un’altra prospettiva, di vivere al
meglio qualsiasi momento, che sia positivo o negativo, perché il nostro
approccio verso le cose sarà cambiato.
Questo periodo di stasi può essere un’occasione per riscoprire i nostri lati
nascosti e sperduti, per scavare a fondo dentro di noi e accorgersi di tante
passioni ormai sepolte.
Da come sto descrivendo tutto questo sembro così positiva ma non lo sono
affatto: questa situazione sta pesando tanto anche a me, ma sono dell’idea che
per noi adolescenti sia molto più semplice di altre persone.
Le persone anziane hanno difficoltà nel restare a casa, come i miei nonni; gli
adulti invece possono essere preoccupati per il lavoro e i bambini non
comprendono tutto quello che loro accade: probabilmente, quindi, la mia
generazione può considerarsi “fortunata” anche perché oltre a lamentarsi, come
sempre, della scuola, ci mancano le uscite e gli amici che però in qualche modo
riusciamo a sentire, scambiando con loro qualche chiacchiera ogni giorno.
È, dunque, questo un momento pesante e stressante per tutti noi, ma lo
supereremo, riusciremo a superarlo come tante altre difficoltà che con il tempo
siamo riusciti a lasciarci alle spalle.
Dobbiamo starci vicini e riuscire a vedere il positivo anche quando il positivo
non c’è.

Irene, 16 anni





“Niente come tornare in un luogo rimasto immutato ci fa scoprire quanto siamo cambiati”
Nelson Mandela

Video interamente realizzato da
Lorenzo, 17 anni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: